Sia per la mia storia che per i miei percorsi formativi è stato un piacere veder coincidere la mia prima “uscita ufficiale” da Presidente di Acli Arte e Spettacolo con la partecipazione alla Giuria del Premio Tomeo, l’oscar del teatro ragazzi del Veneto: manifestazione in continua crescita che quest’anno ha visto la partecipazione di oltre seicento ragazzi. Il Premio vuole valorizzare l’impegno di quanti hanno partecipato a corsi di teatro, in orario scolastico o meno, offrendo loro l’opportunità di potersi esibire in bellissimi teatri oltre a potersi confrontare con altri coetanei.
Durante una serata del Premio ho avuto anche l’opportunità, in qualità di guest star, di incontrare alcuni dei ragazzi in gara e parlare un po’ con loro durante quei momenti di grandi emozioni che precedono la salita sul palcoscenico: in questi ragazzi ho potuto vedere in azione con gioia i superpoteri del teatro nell’offrire una grande scuola di vita e nell’essere un vero collante sociale. A teatro non imparano solo a memoria delle battute. Imparano a gestire la paura, a dominare la voce e a stare dritti davanti a un pubblico. Ma soprattutto, imparano l’empatia. Mettersi nei panni di un personaggio significa capire i pensieri di un altro, anche quando sono diversi dai nostri. Il teatro ci educa a essere umani.
Fuori viviamo spesso isolati, ognuno nel proprio mondo virtuale. A teatro no. Il teatro si fa insieme. Se uno si dimentica una battuta, il compagno lo salva. Se uno cade, l’altro lo rialza. Si diventa una squadra, una micro-società dove il successo del singolo dipende dal supporto di tutti.
Il teatro ci chiede di essere coraggiosi. Ci chiede di prestare la vostra verità a una storia per educare chi ci guarda e per crescere noi stessi. Sul palco siamo uniti per fare rumore, per emozionare e per far riflettere.
E questo lo vediamo bene nelle tante realtà nostre affiliate che hanno fatto dell’arte e dello spettacolo uno strumento di formazione e un percorso di inclusione oltre che di autodeterminazione. Lo vediamo nelle tante storie che incrociamo quotidianamente: storie di fatica, difficoltà, a volte di sofferenza, che trovano nel teatro, nella musica, nell’arte, nello spettacolo dei momenti di autentica “ricarica” oltre che spazi di confronto e crescita.
A tutti gli educatori, gli operatori culturali, i formatori che hanno fatto anche scelte professionali in questi ambiti, il nostro grazie e il rinnovato impegno a supportarli sempre in questa loro straordinaria opera
Gianluca Meis