Si intitola “Disegnare il futuro attraverso gli antichi linguaggi delle arti performative” l’ambizioso progetto formativo finanziato dalla Regione Veneto (DGR n. 490 del 12/05/2025) volto a traghettare il comparto dello spettacolo dal vivo e del cinema verso le nuove sfide della transizione digitale e dell’Intelligenza Artificiale. Con un ricco programma di oltre 200 ore di formazione, avviato a marzo e destinato a proseguire fino a ottobre 2026, l’iniziativa, di cui è capofila Mylia, il brand di the Adecco Group dedicato alla formazione, vede come autorevole partner di rete anche Acli Arte e Spettacolo Padova, al fianco di importanti realtà del territorio come AGIS Veneto, Asolo Musica e Asac Veneto.
Nel mese di maggio, otto associati di Acli Arte e Spettacolo Padova hanno preso parte con straordinario interesse, costanza e impegno a un percorso d’eccellenza di 16 ore complessive suddiviso in 4 incontri intensivi in presenza all’interno dell’Area Formativa dedicata all’“Attore 4.0”.
A guidare i partecipanti in questo viaggio sospeso tra storia e futuro è stata una docente d’eccezione: la prof.ssa Elisabetta Brusa, regista, ideatrice di progetti culturali e direttrice della Fucina Arti Performative Ca’ Foscari. Grazie alla sua solida formazione internazionale (tra Venezia, Parigi e Città del Messico) e a prestigiose collaborazioni nella prosa, nella lirica e con la RAI, la prof.ssa Brusa ha saputo coniugare la profondità della ricerca accademica con la pratica laboratoriale sul campo.
Il percorso si è articolato in due moduli strettamente connessi:
Un palcoscenico digitale: storia ed evoluzione dello spettacolo dal vivo
In questa prima parte teorico-critica, gli allievi sono stati guidati nell’analisi dell’evoluzione storica delle arti performative partendo da una specifica realtà medievale: il genere popolare della “sacra rappresentazione”. L’occasione è nata da una ricorrenza significativa: le celebrazioni del 2026 per gli 800 anni dalla morte di San Francesco. Il corso quindi si è concentrato sullo studio della figura di San Francesco, “giullare di Dio” o come sarebbe più corretto definirlo “attore di Dio”. Attraverso l’analisi di immagini e documenti, si è esplorata l’innata “teatralità” del Santo, capace di attrarre le folle e socializzare senza tecniche accademiche, offrendo ai partecipanti un parallelo su come questo modello comunicativo possa dialogare oggi con la complessità del mondo digitale.
L’attore 4.0: cuore, corpo e mente per una performance autentica
Dalla teoria si è passati all’azione con un vero e proprio laboratorio formativo. I corsisti hanno sperimentato le tecniche performative francescane traducendole in una drammaturgia contemporanea. Al centro dello studio, la straordinaria capacità di Francesco di stare “fuori dal testo” per trasformare “il corpo in un testo”. Mettendo insieme cuore, corpo e mente, i partecipati hanno vissuto un itinerario di ricerca tracciando nuove, inedite direzioni per lo spettacolo del futuro dove l’aspetto della performance corale acquisisce valore e la vera forza del teatro risiede nella condivisione.
L’esperienza ha confermato l’importanza della sinergia tra la memoria dei linguaggi del passato e l’innovazione tecnologica, dotando gli attori di strumenti chiave per abitare la scena contemporanea con consapevolezza e autenticità.
Il progetto “Disegnare il futuro attraverso gli antichi linguaggi delle arti performative” procede con lo sviluppo di altri moduli formativi, come quello dedicato al FUNDRAISING STRATEGICO.
Dalla costruzione di una performance autentica, alle strategie di sostenibilità, il viaggio degli associati Acli Arte e Spettacolo continua in una definizione di teatro, di performance, che non si forma nell’isolamento dei singoli, ma nella forza di una comunità, di una rete.
Greta Berlese